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Mario Tonino nasce ad Aosta il 23 aprile 1956; inizia a dipingere giovanissimo (13-14 anni), a quel tempo ogni supporto è buono, che sia carta, legno o brandello di tela, l'importante è sperimentarvi l'effetto del colore. A 14 anni si iscrive alla scuola d'arte, dove però resiste per poco, regole e imposizioni non fanno per lui, che concepisce l'arte in totale libertà.
Se all'inizio nella sua opera è riscontrabile l'influenza della metafisica di De Chirico, mano a mano che ha la possibilità di viaggiare e vedere di persona i grandi musei europei, le suggestioni si moltiplicano, l'uso della luce del Caravaggio, l'eleganza classica delle forme di Picasso; portandolo ad avere uno stile totalmente personale, una sperimentazione che ha come fulcro la ricerca dell'energia. Questa si manifesta nell'accostamento di forme eterogenee (morbide e dure), di colori forti e nella costante ricerca dei materiali più atti a sottolineare questi contrasti.
Tra gli anni '70 e '80 si concentra sull'aspetto compositivo, avendo ben presente l'armonia e l'uso dei colori di Mondrian e Klee, l'attenzione agli elementi formali di Kandiskij e soprattutto Pollock per la continuità del progetto narrativo disegno-colore-forma.
E a questo punto della sua vita, dopo aver incamerato esperienze e suggestioni, che si lascia alle spalle tutto per intraprendere una riflessione totalmente personale.
Ad oggi l'artista dimostra di aver raggiunto il giusto equilibrio tra forma e contenuto ed ha inaugurato una nuova grande fase di sperimentazione in cui gli spazi si dilatano e le figure prendono vita emergendo dal fondo della tela, realizzando un suggestivo connubio tra pittura e scultura, a cui non è avulsa nemmeno la sfera del linguaggio; arte, quindi, in tutte le sue forme, che ci rimanda a qualcosa di primitivo, primitivo come l'utero da cui tutto nasce; figure bestiali che danzano in un lontano passato ancestrale o, perché no, in un futuro scenario post-atomico.
[Martina TONINO]